Calcolo IRPEF: scadenze, versamenti, aliquote e scaglioni applicati

Di | 31 Agosto 2020
calcolo irpef

Quanti di noi ogni anno dovendo fare i conti con la dichiarazione dei redditi si chiedono su cosa si basa il calcolo dei redditi che poi vengono “gravati” dalla imposte? Penso un pò tutti vorrebbero sapere quale e quanta parte del loro reddito viene tassata. Per questo ho deciso di scrivere un articolo dedicato a questo argomento.

Cos’è l’IRPEF?

L’IRPEF (imposta sul reddito dell persone fisiche) è un’imposta diretta, personale e progressiva per scaglioni ai sensi dell’art. 53 della Costituzione. Significa che l’aliquota da applicare al reddito non è unica ma varia in base alla quantità di reddito prodotto.

Sia le aliquote che gli scaglioni nel corso degli anni possono subire delle variazioni. Iniziamo a visualizzare quali sono gli scaglioni e le aliquote IRPEF per l’anno d’imposta 2018:

  • (da 0 a 15.000,00) Euro ⇒23%;
  • (da 15.001,00 a 28.000,00) Euro ⇒ 27%;
  • (da 28.001,00 a 55.000,00 ) Euro ⇒ 38%;
  • (da 55.001,00 a 75.000,00 ) Euro ⇒ 41%;
  • (oltre 75.000,00  ) Euro ⇒ 43%

L’importo tassato è l’importo netto dell’IRPEF, ma per determinare qual’è questo importo è necessario applicare all’importo lordo (che corrisponde al reddito complessivo annuo percepito), delle rettifiche in diminuzione quali:

  • importo dei contributi INPS a carico del lavoratore (pari al 9,19 % del reddito percepito per i lavoratori dipendenti);
  • i crediti d’imposta maturati;
  • perdite (riferite alle sole perdite di lavoro autonomo e d’impresa in contabilità semplificata)
  • deduzioni varie (ad esempio la deduzione per rendita catastale dell’abitazione principale [1] e l’assegno del coniuge separato pagato direttamente dal datore di lavoro);

Applicate le rettifiche e le aliquote del caso  si ottiene l’imposta netta alla quale vanno aggiunte le addizionali comunali e regionali e poi applicate ulteriori rettifiche in diminuzione quali:

  • detrazioni per il reddito da lavoro dipendente;
  • detrazioni per il numero di famigliari a carico;
  • altre detrazioni previste dal TUIR (ad esempio per spese sanitarie, per ristrutturazioni edilizie, per risparmio energetico, per interessi sui mutui ipotecari, per mobili ed elettrodomestici, per sisma bonus  e altre che variano anche queste di anno in anno).

Le detrazioni per il reddito di lavoro dipendente e quelle per famigliari a carico incidono direttamente sulla busta paga mensile dei lavoratori, come spiegato nell’articolo dedicato alla Busta paga di dicembre: trattenute alte .

Le altre detrazioni, invece, dovranno essere indicate nella dichiarazione dei redditi che viene presentata annualmente (730 o Reddito PF), e se risulta un IRPEF a credito questa verrà corrisposta se si tratta di lavoratore dipendente direttamente nella busta paga del mese di luglio altrimenti potrà essere chiesta a rimborso, utilizzata in compensazione dell’IRPEF dovuta per l’anno successivo o compensata con le altre imposte e contributi a partire dall’anno d’imposta successivo.

Attenzione, c’è una soglia, però, al di sotto della quale non si applica la tassazione IRPEF, quest’area viene chiamata “no tax area” e per l’anno 2018 è pari ad euro 8.174,00 per i lavoratori dipendenti ed euro 8.000,00 per i pensionati con età superiore a 75 anni.

 

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Esempio determinazione IRPEF dovuta 

Supponiamo di percepire, per l’anno 2018, un reddito imponibile annuo di lavoro dipendente pari ad euro 40.000,00, che rientra quindi nel terzo scaglione di reddito. Per determinare l’IRPEF lorda si dovranno effettuare i seguenti calcoli:

euro 15.000,00 * 23% = 3.450,00 
(euro 28.000,00 - euro 15.000,00) * 27% = 3.510,00 
(euro 40.000,00 - euro 28.000,00) * 38% = 4.560,00 

IRFEF lorda 2018 dovuta => 3.450,00 + 3.510,00 + 4.560,00 = euro 11.520,00

 

Ricordiamo che all’IRPEF lorda così ottenuta vanno poi aggiunte le addizionali comunali e regionali, che variano in base alla regione e al comune di residenza fiscale del contribuente.

 

Presupposto per applicazione dell’IRPEF

Presupposto per l’applicazione dell’IRPEF è il possesso di redditi in denaro o in natura e che il reddito prodotto ricada in una delle seguenti categorie:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di impresa;
  • redditi da lavoro dipendente;
  • redditi diversi.

Soggetti passivi IRPEF

Soggetti passivi IRPEF sono esclusivamente le persone fisiche, che in base alla tipologia di residenza fiscale che hanno, vengono tassati in modo differente. Si possono avere, infatti, diversi tipi di residenti quali:

  • residenti fiscali nel territorio dello Stato => vengono tassati in base al principio della tassazione mondiale (il reddito complessivo è composto da ogni reddito di cui risultano titolari indipendentemente che sia prodotto o meno in Italia);
  • non residenti fiscalmente in Italia => vengono tassati in Italia secondo il principio della tassazione territoriale (il reddito complessivo è composto dai redditi prodotti in Italia).

 

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Redditi esclusi dalla base imponibile IRPEF

Alcuni redditi sono esclusi dal computo della base imponibile IRPEF quali:

  • redditi esenti dall’imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta;
  • redditi soggetti ad imposta sostitutiva;
  • assegni periodici destinati al mantenimento dei figli;
  • assegni famigliari e simili;
  • redditi soggetti a tassazione separata

 

Versamenti IRPEF

Il versamento dell’imposta ai fini IRPEF è effettuato tramite modello F24.

Per l’anno 2018 la scadenza ordinaria del saldo e del primo acconto cade il 30 giugno, mentre quella straordinaria entro 30 giorni dalla scadenza ordinaria (pagando una maggiorazione del 0,40%).

La scadenza del secondo acconto cade il 30 novembre 2018.

Se il giorno di scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, la scadenza si considera prorogata in automatico al primo giorno lavorativo successivo.

L’art. 3-quater del D.L: 16/2012 ha stabilito che le scadenze del versamento che cadono dal 1° al 20 agosto sono posticipate al 20 agosto senza applicazione di maggiorazioni o interessi aggiuntivi.

Il contribuente può decidere di versare il saldo ed il primo acconto in un unica soluzione o in modo rateizzato, mentre il secondo acconto va versato sempre in un’unica soluzione.

 

Sanzioni ed interessi

Nel caso in cui si decida di versare l’imposta IRPEF ratealmente, sono dovuti interessi al tasso previsto dalla normativa vigente, a partire dalle rate successive alla prima.

Se non viene effettuato il versamento delle imposta o se questo viene effettuato in modo insufficiente o tardivo rispetto alla scadenza stabilita, oltre all’imposta dovranno essere versati anche gli interessi legali e le sanzioni.

 

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NOTE:

[1] La deduzione per abitazione principale di applica esclusivamente alla tipologia di abitazione dichiarata come “prima casa” che in quanto non soggetta ad IMU va ad aggiungersi alla formazione del reddito complessivo IRPEF.

 

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.