Decreto fiscale 2020: compensazione crediti fiscali

Di | 31 Agosto 2020

Il Governo con il decreto fiscale 2020 (Decreto Legge n. 124/2019) ha aumentato gli strumenti messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate utili a contrastare le indebite compensazioni dei crediti fiscali attuate utilizzando il Modello F24.

Dal 2020 per poter compensare le imposte sostitutive e le imposte dirette si dovranno rispettare i seguenti obblighi:

  • di presentare il Modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
  • di preventiva presentazione della dichiarazione o dell’istanza che fa emergere il credito che si desidera compensare se l’importo è superiore ad euro 5.000,00.

La nuova norma si applica ai crediti maturati con decorrenza dal periodo d’imposta 2019 ed interessa tutti i contribuenti ovvero:

  • le persone fisiche;
  • i titolari di partita IVA.

L’Agenzia delle Entrate utilizzerà dei sistemi automatici di verifica preventiva dei dati inseriti nel Modello F24, in pratica sarà in grado di verificare in fase di elaborazione dei modelli ricevuti quali siano le deleghe di pagamento dei Modelli F24 da scartare. Il sistema scarterà in automatico quelle deleghe che conterranno compensazioni di crediti non risultanti dalle dichiarazioni fiscali presentate o non aventi il visto di conformità qualora richiesto per il tipo e l’ammontare di credito che si desidera compensare.

 

Quando chiedere il visto di conformità?

I soggetti contribuenti che vogliono compensare crediti IVA o relativi ad altre imposte per importi superiori ad euro 5.000,00 annui devono munirsi di un visto di conformità dei dati inseriti delle dichiarazioni dalle quali emerge il credito che si desidera compensare.

 

Chi può apporre il visto di conformità?

Il visto di conformità può essere apposto:

  • dal responsabile del CAF (centro assistenza fiscale);
  • dagli iscritti all’albo dei dottori commercialisti e dei ragionieri;
  • dagli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro;
  • dagli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura per la subcategoria tributi che siano in possesso di diploma di laurea in economia, giurisprudenza ed equipollenti o del diploma di ragioneria.

Il professionista che possiede i requisiti per poter apporre il visto di conformità può auto-certificare il visto di conformità della propria dichiarazione se intende compensare crediti superiori ad euro 5.000,00.

Se il contribuente è una società di capitali in cui il controllo contabile è esercitato ai sensi dell’art. 2409-bis del codice civile non è necessario apporre il visto di conformità in quanto la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili ai fini IVA e delle imposte sul reddito è già stata verificata dall’organo di controllo.

 

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Quando non si può utilizzare la compensazione dei crediti?

Il contribuente prima di utilizzare l’istituto della compensazione dei crediti fiscali deve prima accertare l’ammontare dei debiti iscritti a ruolo a suo carico in quanto ai sensi dell’art. 31 D.L. 31 maggio 2010, n. 78 è vietato compensare credito fiscali se l’ammontare dei debiti iscritti a ruolo a proprio carico per IVA, IRPEF, IRES, IRAP e addizionali delle imposte dirette è superiore ad euro 1.500,00. Si evidenzia però che è consentito utilizzare il credito in compensazione delle somme iscritte a ruolo relativi alla stessa imposta.

 

Sanzioni per utilizzo di indebita compensazione crediti

Dal mese di marzo 2020 le deleghe di pagamento dei Modelli F24 presentate nelle quali sono stati compensati crediti non utilizzabili in compensazione verranno automaticamente scartate. L’Agenzia delle Entrate comunicherà l’avvenuto scarto della delega ed applicherà una sanzione di euro 1.000,00 per ogni delega scartata per indebita compensazione.

Il contribuente dovrà pagare la sanzione irrogata o potrà fornire chiarimenti entro i trenta giorni successivi decorrenti dal ricevimento della comunicazione.

In caso di mancato pagamento entro i trenta giorni la sanzione verrà iscritta a ruolo e l’Agente della Riscossione, a pena di decadenza, dovrà notificare la cartella di pagamento al debitore entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della delega di pagamento del Modello F24.

 

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.