Ecobonus e sisma bonus: sconto diretto e cessione del credito

Di | 31 Agosto 2020
ristrutturazione edilizia e bonus mobili ed ecobonus

Con la Legge di Bilancio 2019 le detrazioni fiscali spettanti per interventi di ristrutturazione edilizia (disciplinati dall’art. 16-bis del D.P.R. 917/86) e quelle per interventi di riqualificazione energetica sono state prorogate al 31 dicembre 2019.

Il D.L. n. 63/2013 prevede che coloro che usufruiscono della detrazione fiscale del “sisma bonus” e dell’“ecobonus” rispettivamente per interventi di riduzione del rischio sismico e per interventi di efficienza energetica possono scegliere di non utilizzare direttamente la detrazione e usufruire di un contributo pari all’importo che sarebbe spettato come detrazione. Il contributo sarà erogato sotto forma di sconto sull’importo corrispettivo dovuto al fornitore, sarà poi rimborsato il fornitore sotto forma di credito d’imposta. Il credito d’imposta in questione potrà essere utilizzato tramite modello F24 esclusivamente in compensazione in cinque rate annuali di pari importo.

Il “Decreto crescita” permette al fornitore di cedere il proprio credito ai suoi fornitori di beni e servizi (escluso cedere il credito ad istituti di credito, agli intermediari finanziari e alle amministrazioni pubbliche) con divieto di ulteriore cessione dello stesso credito.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 660057 del 31 luglio 2019 disciplina le modalità operative e detta istruzioni in merito alla cessione del credito e allo sconto richiesto dal contribuente.

 

Contributo sul corrispettivo

L’esercizio dell’opzione per convertire l’agevolazione fiscale in un immediato contributo deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello del sostentamento delle spese a partire dal 16 ottobre 2019 e le spese per le quali si chiede l’agevolazione devono essere stata pagate tramite bonifico postale o bancario che dovrà contenere la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del fornitore.

La comunicazione dovrà contenere necessariamente:

  • denominazione e codice fiscale del contribuente;
  • tipologia dell’intervento effettuato;
  • importo spesa sostenuto;
  • importo contributo richiesto;
  • dati catastali immobile oggetto dell’intervento;
  • denominazione e codice fiscale del fornitore;
  • data di esercizio dell’opzione;
  • documento che provi l’assenso da parte del fornitore.

La comunicazione potrà essere inviata:

  • in via telematica, utilizzando l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate;
  • in forma cartacea consegnando apposito modulo agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • tramite PEC, allegando apposito modulo e documento d’identità.

Credito d’imposta per il fornitore

Al fornitore che ha concesso lo sconto verrà rimborsato l’importo corrispondente allo sconto effettuato sotto forma di credito d’imposta che potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 da presentare solo tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a decorrere dal decimo giorno del mese successivo a quello in cui è stata data comunicazione dell’esercizio dell’opzione da parte del suo cliente.

 

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