Economia e lavoro in Germania

Di | 31 Agosto 2020
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SOCIETA’ TEDESCA

In Germania vivono all’incirca 82 milioni di persone. È il paese di gran lunga più popoloso dell’Unione Europea. La Germania è un paese moderno e aperto al mondo. La sua società è caratterizzata da un pluralismo di stili di vita e dalle molte etnie culturali.

Le forme di convivenza sono diventate più varie e si sono allargati gli spazi di libertà individuali. È scomparsa la rigida assegnazione a un ruolo legato al sesso di appartenenza.

Nonostante i mutamenti sociali avvenuti, la famiglia è tuttora il gruppo di riferimento sociale più importante e gli adolescenti hanno un rapporto molto stretto con i propri genitori.

 

QUADRO D’INSIEME DELL’ECONOMIA TEDESCA

La Germania è una delle nazioni industriali a più alto sviluppo e più produttive del mondo: la sua economia si trova infatti al quarto posto dopo gli USA, il Giappone e la Cina.

L’ economia della Germania ha un ruolo fondamentale per l’economia di tutta l’Europa e ne è spesso il vero motore trainante.

Il PIL della Germania attualmente supera i duemila miliardi di Euro ed è al terzo posto dopo quello di Stati Uniti e Giappone. Le imprese tedesche sono rinomate in tutto il mondo: DaimlerChrysler, BMW, Porche, Volkswagen, Siemens costituiscono storicamente i cardini della sua economia.

Il cuore del settore produttivo tedesco è costellato da una infinità di piccole e medie imprese che godono di altrettanta prosperità e che contribuiscono con successo a diffondere in tutto il mondo il marchio Made in Germany ovunque sinonimo di alta qualità e innovazione tecnologica.

L’elevato livello di istruzione dei tedeschi, una solida produttività ed una stretta collaborazione tra industria, settore scientifico e della ricerca rappresentano i veri fattori di successo economico della Germania.

 

STRUTTURA  DELL’ECONOMIA TEDESCA

L’ordine economico della Repubblica Federale di Germania consiste in una caratterizzazione specifica dell’economia di mercato: l’economia sociale di mercato. Con questo tipo di regime economico si trattava di imboccare una “terza via”, tra il “liberalismo del laissez-faire”, a ragione rifiutato dopo la crisi economica mondiale, e le varianti del comunismo e del nazional-socialismo, caratterizzate dal diffuso collettivismo e dal disprezzo degli esseri umani, secondo la formulazione di Wilhelm Röpke. I precursori erano i membri del Circolo di Friburgo che, sulla base della dottrina sociale cattolica e dell’etica sociale evangelica, svilupparono i principi dell’economia sociale di mercato: libertà, giustizia sociale e perequazione sociale. La base teorica di questo ordine economico è costituita dal “neoliberalismo”, chiamato in vita nel 1938 in occasione di una conferenza tenutasi a Parigi, e che si distingue dal “liberalismo del laissez-faire” per il fatto di attribuire un ruolo più importante allo Stato, infatti, soltanto uno Stato forte è in grado di opporsi con successo a potenti gruppi sociali.

Con il concetto di “economia sociale di mercato”, secondo Alfred Müller-Armack, si intende “il principio della libertà sul mercato, coniugato con quello della perequazione sociale”. In concreto, ciò significa che l’economia sociale di mercato si basa su tre elementi essenziali: libertà, concorrenza e responsabilità.

Nella Repubblica Federale di Germania esiste un sistema complesso di sicurezza sociale e redistribuzione del reddito, di cui fanno parte, ad esempio, il sussidio di disoccupazione per chi è alla ricerca di un impiego, l’assicurazione sociale di base a garanzia del minimo esistenziale nonché le assicurazioni pensionistica, di malattia, di assistenza e di disoccupazione, finanziate dai contributi connessi alle retribuzioni.

Per quanto riguarda sia lo sviluppo del prodotto interno lordo come criterio per il valore complessivo di tutti i beni e servizi realizzati in un paese entro un determinato periodo, sia l’andamento delle retribuzioni, del potere d’acquisto degli occupati nonché dell’orario di lavoro, la Germania intera ha tratto vantaggio dall’economia sociale di mercato.

 

SVILUPPO SETTORE INDUSTRIALE IN GERMANIA

Il settore industriale è molto solido e ben sviluppato e copre tutta la gamma delle produzioni, favorito dalle abbondanti risorse del sottosuolo.

Pur ridimensionata, la siderurgia tedesca conserva un ruolo di primo piano in Europa; la maggior parte degli impianti è concentrata nel Bacino della Ruhr Nel settore metallurgico, in particolare, fiorentissima è l’industria dell’alluminio, dello zinco, del rame e del piombo.

Assai estesa è la gamma dell’industria meccanica, che ha il suo settore più prestigioso nel l’industria automobilistica (la Germania ne è il terzo produttore mondiale); cui segue quella delle macchine da stampa, macchine agricole, tessili e della carta.

Infine un’altissima qualificazione internazionale caratterizza la meccanica di precisione, l’industria ottica e delle apparecchiature fotografiche, quella del materiale elettrico ed elettronico.

 

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GEOGRAFIA DELL’ INDUSTRIA TEDESCA

I centri economicamente più importanti del paese sono:

  • il Bacino della Ruhr (dove si concentrano le produzioni industriali, quella dell’high-tech ed il terziario);
  • le aree metropolitane di Monaco e Stoccarda (note soprattutto per l’industria automobilistica e per quella dell’high tech,);
  • Francoforte sul Meno (importante area delle finanze);
  • Colonia, Amburgo (importanti porti, noti anche per l’ingegneria aeronautica dell’Airbus) e Lipsia.

Anche la siderurgia tedesca, i cui impianti sono concentrati prevalentemente nel Bacino della Ruhr, riveste un ruolo di primo piano in Europa, seppure abbia subito rilevanti ridimensionamenti negli ultimi decenni.

Nel settore metallurgico, particolarmente prospera è l’industria dell’alluminio, dello zinco, del rame e del piombo. Si riconosce un’altissima competenza a livello internazionale anche la meccanica di precisione, all’industria ottica e delle apparecchiature fotografiche, del materiale elettrico ed elettronico, sebbene in questi ambiti la Germania debba misurarsi con la concorrenza del Giappone.

Estremamente importante l’attività di esportazione, una delle maggiori al mondo per volume d’affari.

 

PARTNER COMMERCIALI GERMANIA

I più importanti partner commerciali sono la Francia, i Paesi Bassi, gli USA e la Gran Bretagna.

Nel 2009 sono stati esportati in Francia beni per un valore di 82 miliardi di Euro, negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi per 54 miliardi di Euro e in Gran Bretagna per 53 miliardi di Euro. Dall’allargamento a Est dell’Unione Europea (2004 e 2007), accanto al commercio con i «vecchi» paesi UE, è riconoscibile una ripresa del volume commerciale con i paesi membri dell’UE dell’Europa centrale e orientale, oltre il dieci per cento di tutte le esportazioni vanno in questi paesi.

Complessivamente la percentuale delle esportazioni tedesche nei paesi dell’Unione Europea si aggira sul 63 per cento.

Nel frattempo l’Asia è per importanza il secondo mercato di vendita di merci provenienti dalla Germania.

Il partner più importante è la Cina. Inoltre, dal 1999 la Germania è il maggiore investitore europeo della Cina, circa 2500 imprese tedesche vi sono rappresentate con investimenti.

 

INNOVAZIONE PER I MERCATI DEL FUTURO

Molla della ripresa economica potrebbe rivelarsi ancora una volta la capacità d’innovazione dell’economia tedesca.

La Germania spende attualmente circa il 2,6 per cento del suo prodotto interno lordo per la ricerca e lo sviluppo (R&S), una cifra notevolmente superiore alla media UE.

Immutato è anche l’ingegno inventivo: nel 2009 imprese e investitori tedeschi hanno depositato circa l’undici per cento dei brevetti internazionali – il terzo posto nella graduatoria mondiale.

Per questo motivo la Germania è tra le nazioni leader in molte tecnologie del futuro. Ne fanno parte la biotecnologia, la nanotecnologia, le tecnologie dell’informazione e i settori di alta tecnologia quali biometria, aeronautica e aviazione spaziale,elettrotecnica, logistica.

Una buona posizione sui mercati internazionali occupano anche le imprese tedesche del settore delle tecnologie ambientali (energia eolica, fotovoltaica, agroenergia), mentre i produttori di impianti di energia eolica detengono una quota mondiale di quasi il 28 per cento (vedi capitolo 6). Accanto all’industria automobilistico-meccanica e all’industria elettronica è la tecnologia dell’informazione e della comunicazione uno dei più grandi settori dell’economia.

 

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COMPETITIVITA’ INTERNAZIONALE DELL’INDUSTRIA TEDESCA

Gli investitori internazionali giudicano la Germania una delle piazze economiche più attraenti del mondo.

La base della competitività internazionale non è formata solo dalle 30 grandi imprese quotate nell’Indice azionario tedesco (DAX), quali Siemens, Volkswagen, Allianz, SAP o BASF, bensì da diecimila piccole e medie imprese (fino a 500 occupati) dell’industria manifatturiera, in particolare dell’industria meccanica, dell’industria accessoria, ma anche della nano e biotecnologia, spesso raggruppate in cluster.

Le medie imprese, considerate la spina dorsale dell’economia tedesca, danno lavoro alla maggioranza dei lavoratori, oltre 25 milioni di persone, e mettono inoltre a disposizione dei giovani il maggior numero di posti di apprendistato. Nondimeno l’ industria è un importante pilastro dell’economia tedesca. Nel confronto con gli altri paesi industriali, quali la Gran Bretagna o gli USA, vanta una larga base con numerosi occupati: cinque milioni di persone lavorano in aziende industriali.

In nessun’altra delle economie nazionali tradizionali la classica produzione industriale gioca un tale ruolo centrale: essa genera circa il 37 per cento della produzione economica tedesca.

I più importanti settori industriali sono l’industria automobilistica, l’industria meccanica, l’elettrotecnica e l’industria chimica. Solo in questi quattro settori lavorano 2,9 milioni di persone, che realizzano un fatturato di più di 800 miliardi di Euro. L’industria automobilistica è contemporaneamente un motore d’innovazione: circa il 30 per cento di tutte le spese aziendali interne dell’economia tedesca destinate a R&S provengono da questo settore. Con i sei produttori VW, Audi, BMW, Daimler, Porsche (VW) e Opel (General Motors) la Germania è tra i maggiori produttori di automobili, insieme al Giappone, alla Cina e agli USA, con importanti quote nei segmenti di mercato delle vetture medie e delle vetture di lusso. Nondimeno la crisi globale delle vendite colpisce sensibilmente i produttori di automobili tedeschi. Nel frattempo, per essere pronti ad affrontare il futuro tutti i produttori di autovetture lavorano intensamente alla produzione di motori ecologici, ad esempio a una nuova generazione di motori diesel, di motori ibridi e ad un’ulteriore elettrificazione degli organi di trasmissione.

Con una percentuale di più del 13 per cento le quasi 6.000 imprese dell’industria meccanica si trovano al secondo posto per fatturato dopo l’industria automobilistica. In quanto maggiore datore di lavoro dell’ industria (965.000 posti di lavoro) e settore leader dell’esportazione, l’industria meccanica occupa una posizione chiave nell’economia tedesca.

L’industria elettronica è uno dei settori di crescita più forti e particolarmente innovativi. Più del 20 per cento degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo effettuati dall‘industria provengono dall‘industria elettronica.

L’industria chimica, che grazie a incorporazioni e fusioni è in parte di proprietà di imprese straniere, fornisce soprattutto prodotti intermedi. Con laBASF a Ludwigshafen lavora in Germania il maggiore consorzio chimico del mondo.

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.