Interessi moratori come si calcolano

Di | 31 Agosto 2020
calcolo interessi moratori

COSA SONO GLI INTERESSI DI MORA?

Gli interessi moratori applicati qualora si abbia un ritardo di pagamento a seguito di una transazione di tipo commerciale sono regolati dal D.Lgs n. 231 del 9 ottobre 2002 modificato dal D.Lgs n. 192 del 9 novembre 2012 e dal D.Lgs n. 161 del 30 ottobre 2014.

Detto in modo più semplice, se un soggetto debitore non paga entro la scadenza, dovrà poi corrispondere al proprio creditore, oltre al corrispettivo maturato, anche un importo aggiuntivo calcolato secondo il dettame della Legge, e questo importo aggiuntivo è detto interesse di mora, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento è’ stato determinato dall’impossibilita’ della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

Non sempre però gli interessi di mora possono essere richiesti applicando la normativa testé citata, ad esempio non si applicano per i debiti oggetto di procedure concorsuali e per i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno.

Decorrenza degli interessi moratori

Ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs n. 231 del 9 ottobre 2002 e successive modifiche, gli interessi di mora iniziano a decorrere dal giorno successivo alla scadenza concordata e non è necessaria la costituzione in mora del debitore (ai sensi dell’art. 1219 del c.c. “il debitore è costituito in mora mediante intimazione o richiesta fatta per iscritto“).

Se la scadenza non è stata concordata, per le transazioni concluse dal 1° gennaio 2013, gli interessi di mora iniziano a decorrere:

  • dopo 30 giorni dalla data in cui si è ricevuta la fattura o una richiesta di pagamento ad essa equivalente;
  • dopo 30 giorni dalla data in cui si è ricevuta la merce o è stata eseguita la prestazione di servizi, quando non e’ certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento o quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e’ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
  • dopo 30 giorni dalla data di accettazione o di verifica eventuale, prevista dal contratto, che accerti la conformità della merce o del servizio, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.

Come calcolare interessi moratori

Il tasso da utilizzare per il calcolo interessi moratori è correlato al tasso applicato dalla Banca Centrale Europea alle operazioni di rifinanziamento principali.

Al tasso della BCE infatti si sommano 8 punti percentuali (7 prima del 1° gennaio 2013) così da ottenere il tasso da applicare.

Tasso BCE ⇒ Ha validità semestrale e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito internet della Banca Centrale Europea.

Le parti possono, mediante patto redatto in forma scritta,  stabilire un tasso differente (eccetto se il debitore è un Pubblica Amministrazione). Il patto però per essere valido non deve contenere clausole che creino iniquità nei confronti del creditore.

 

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INTERESSI MORATORI NELLE PROCEDURE CONCORSUALI

L’Art. 1 seconda comma, lett. a) del D.lgs. n. 231/2002 stabilisce che la speciale normativa sulle transazioni commerciali non trova applicazione ai “debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore” ritorno alle regole generali sia in termini di decorso che di tasso di interesse.

Per anni la norma è stata da molti interpretata in modo tale da escludere tutti gli interessi moratori maturati sia prima che dopo la dichiarazione di fallimento, applicando per il periodo precedente la dichiarazione unicamente gli interessi maturati nella misura legale ex art. 1284 c.c., con deroga riconosciuta da parte di alcuni solo nel caso in cui gli interessi di mora siano stati liquidati con provvedimento passato in giudicato.

Parte minoritaria della giurisprudenza però sostiene da anni che gli interessi moratori non siano dovuti per il solo periodo successivo alla dichiarazione di fallimento, mentre vadano riconosciuti per il periodo precedente.

A risolvere in parte il dubbio viene oggi in aiuto l’ordinanza emessa dalla IV sezione della Corte di Cassazione, la n. 8979 del 5 maggio 2016, infatti i giudici di leggittimità hanno accolto la tesi che riconosce l’applicazione degli interessi di cui al D. Lgs 231/2002 per il periodo precedente la dichiarazione di fallimento e ne vieta il riconoscimento per il periodo successivo.

Quali interessi vanno applicati dopo la dichiarazione di fallimento?

Per il periodo successivo alla dichiarazione di fallimento si applica il disposto dell’art. 55 L.f., il quale dispone la sospensione del corso degli interessi sui crediti, ad eccezione di quelli garantiti da ipoteca, pegno, o privilegio per i quali gli interessi continuano a decorrere e vanno calcolati seguendo il disposto degli artt.  54 e 55 comma 3 e L.f.

 

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INTERESSI DI MORA E CARTELLE ESATTORIALI

Se una cartella di pagamento è pagata con un ritardo superiore a 60 giorni dalla data di notifica della stessa, l’Agente della riscossione ha il diritto di applicare gli interessi di mora ex art. 30 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, (la legge concede al contribuente infatti il termine di 60 giorni per pagare il proprio debito senza che quest’ultimo venga aggravato durante tale periodo di ulteriori somme).

Gli interessi moratori si calcolano sull’importo richiesto nella cartella ad accezione della parte riguardante le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi di cui all’art. 20 D.P.R. 602/73 già maturati in precedenza.

Gli interessi iniziano a decorrere dal giorno della notifica della cartella di pagamento e terminano nel giorno di pagamento o nel giorno di presentazione dell’istanza di rateazione.

Il tasso da applicare è determinato con cadenza annuale con decreto del Ministero delle Finanze.

Con il provvedimento n. 66826 del 4 aprile 2017 emesso dall’Agenzia delle Entrate è stato stabilito che dal 15 maggio 2017 il tasso è diminuito e fissato nella misura del 3,50%.

Se il debitore intende pagare a rate e presenta la domanda di rateazione entro i 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento non matureranno gli interessi di mora sulla somma richiesta dall’Agente della riscossione.

Se il debitore deposita domanda di reclamo/mediazione di cui all’art. 17-bis del D.Lgs. 31.12.1992, n. 546 si applica la sospensione del pagamento fino alla scadenza dei 90 giorni fissato per la definizione della procedura.

Troverete al link seguente una pagina dedicata per il calcolo e la stampa in pochi secondi degli interessi di mora delle transazioni commerciali ex d.lgs. 231/2002.

 

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.