Ravvedimento operoso: una semplice spiegazione

Di | 31 Agosto 2020

Il mancato pagamento di tributi rende il contribuente un soggetto passibile di sanzioni, talvolta anche molto salate, ma per evitare di incorrere in pesanti sanzioni, qualora si voglia sanare un debito con l’ente impositore non saldato del tutto, il contribuente può avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso.

 

Cos’è il ravvedimento operoso?

Il ravvedimento operoso può essere applicato solo in assenza di contestazione della violazione o avviso di accertamento.

E’ un istituto creato come una sorta di ricompensa per i soggetti che spontaneamente decidono di pagare, anche se in ritardo, un tributo di cui si era omesso in parte o in tutto il pagamento.

Il vantaggio dell’usufruire del ravvedimento operoso consiste nel poter pagare una sanzione in misura minima in luogo della sanzione piena.

 

Calcolo ravvedimento operoso

La sanzione ridotta, di cui si può usufruire, a seguito dell’utilizzo del ravvedimento operoso, va pagata contestualmente al tributo ancora dovuto, unitamente agli interessi di mora.

L’ammontare della sanzione ridotta è stabilito a seguito della legge di stabilità 2015 nel modo seguente:

  • SPRINT ==> 1/15 del minimo per ogni giorno di ritardo se il pagamento viene eseguito entro 14 giorni dalla scadenza;
  • BREVE ==> 1/10 del minimo* se il pagamento viene eseguito tra il 15° e il 30° giorno dalla scadenza;
  • TRIMESTRALE ==> 1/9 del minimo*  se il pagamento viene eseguito tra il 31° e il 90° giorno dalla scadenza;
  • ANNUALE ==>> 1/8 del minimo* se il pagamento viene eseguito tra il 91° e il termine di presentazione della dichiarazione;
  • LUNGO ==> 1/7 del minimo* se il pagamento viene eseguito entro 2 anni o entro la seconda dichiarazione successiva (NON si applica per i tributi non amministrati dall’Agenzia delle Entrate);
  • LUNGHISSIMO ==> 1/6 del minimo* se il pagamento viene eseguito  oltre i 2 anni o oltre 2 anni della dichiarazione successiva (NON si applica per i tributi non amministrati dall’Agenzia delle Entrate).

NB. Con la legge di stabilità 2015 è stata introdotta una riduzione ad 1/5 del minimo* se il pagamento viene effettuato dopo la costatazione della violazione.

NB. Con la circolare n. 42/E del 2016 L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che per le dichiarazioni omesse (la dichiarazione è considerata omessa nel caso venga presentata oltre i 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione) non può essere utilizzato il ravvedimento operoso.

* minimo che varia in base al tributo ed indica la sanzione minima applicabile per un determinato tributo.

Oltre alla sanzione ridotta vanno corrisposti interessi di mora che dal 1° gennaio 2018 sono dovuti nella misura del 0,3 %.

 

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Ravvedimento operoso IMU / TASI / TARI

In caso di omesso, parziale o errato versamento dei tributi locali quali IMU, TASI, TARI, per evitare di pagare sostanziose sanzioni, si può utilizzare l’istituto del ravvedimento operoso, usufruendo così delle seguenti riduzioni sulle sanzioni:

  • RAVVEDIMENTO SPRINT ==> 1/15 del minimo per ogni giorno di ritardo se il pagamento viene eseguito entro 14 giorni dalla scadenza;
  • RAVVEDIMENTO BREVE ==> 1/10 del minimo* se il pagamento viene eseguito tra il 15° e il 30° giorno dalla scadenza;
  • RAVVEDIMENTO TRIMESTRALE ==> 1/9 del minimo*  se il pagamento viene eseguito tra il 31° e il 90° giorno dalla scadenza;
  • RAVVEDIMENTO ANNUALE ==>> 1/8 del minimo* se il pagamento viene eseguito tra il 91° e il termine di presentazione della dichiarazione ( alcuni studiosi sostengono che per il pagamento del saldo in scadenza in genere il 16 dicembre il ravvedimento annuale scadrebbe in concomitanza del pagamento dell’acconto dell’anno successivo).

 

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.