Recepimento V direttiva antiriciclaggio

Di | 31 Agosto 2020
V direttiva antiriciclaggio

L’Italia ha recepito la V direttiva UE in materia di antiriciclaggio (Direttiva 2018/843/UE) con il decreto legislativo 4 ottobre 2019, n. 125, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 252 del 26 ottobre 2019 ed in vigore dal 10 novembre 2019.

Il legislatore ha modificato ed integrato il d.lgs n. 231/2007 ponendo particolare attenzione:

  • alla regolamentazione dell’uso delle monete elettroniche anonime;
  • al rendere più facile l’accesso immediato e diretto alle informazioni conservate nei registri centralizzati degli istituti bancari;
  • all’introduzione dell’obbligo, per gli organismi di autoregolamentazione  quali le associazioni professionali di categoria, di pubblicare annualmente una relazione che contenga il numero dei decreti sanzionatori e delle misure coercitive adottate, il numero di segnalazioni di operazioni sospette ricevute dall’organismo di autoregolamentazione ed numero e la tipologia di misure disciplinari, adottate nei confronti dei propri iscritti;
  • all’aumentare i poteri di controllo concessi alle Autorità di vigilanza, le quali nelle remore di effettuazione dei controlli interni sono chiamate a definire procedure e metodi per la valutazione del grado di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo al quale sono esposti gli intermediari, e di conseguenza in base al profilo di rischio attribuito, alla natura e alle dimensioni del soggetto vigilato l’Autorità di vigilanza stabilirà la frequenza delle ispezioni e dei controlli da effettuare. Le autorità di vigilanza hanno l’obbligo di segnalazione ed informazione in merito alle operazioni sospette oltre che effettuate dall’intermediario vigilato anche sulle sue succursali se l’intermediario stesso ha sede in altro Stato membro dell’UE e allo stesso tempo le Autorità di settore, su richiesta delle autorità competenti in materia di antiriciclaggio di altri Stati membri, possono svolgere ispezioni presso gli intermediari bancari e finanziari avente sede legale in Italia;
  • all’introduzione dell’obbligo di una adeguata verifica rafforzata della clientela per determinate operazioni specificamente elencate del decreto legislativo ed in particolare in merito ai rapporti continuativi, per le prestazioni professionali e per tutte quelle operazioni intrattenute in Paesi terzi ad alto rischio, per mezzo  dell’acquisizione di informazioni aggiuntive in merito all’origine dei fondi, alla situazione economico-patrimoniale del cliente e del titolare effettivo, alla natura della prestazione o del rapporto continuativo, ai motivi delle operazioni effettuate o da effettuarsi.
  • alla maggior collaborazione e scambio di informazioni tra le autorità nazionali, anche derogando il segreto d’ufficio;
  • all’incentivazione dei rapporti di cooperazione tra gli Stati membri in modo da assicurare che le informazioni vengano scambiate senza particolari impedimenti. Sotto questo aspetto la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, la UIF e la Guardia di Finanza stipulano protocolli d’intesa nei quali vengano stabilite le modalità e i termini di cooperazione con le autorità degli altri Stati. Le informazioni scambiate tra le autorità nazionali e quelle internazionali devono comunque essere utilizzate unicamente con le finalità per le quali sono state richieste.

 

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.