Split Payment: cos’è e come funziona

Di | 31 Agosto 2020

Lo Split payment (letteralmente scissione dei pagamenti), è il nuovo meccanismo di liquidazione IVA che interessa tutta la Pubblica Amministrazione. Introdotto nel nostro ordinamento dalla legge di stabilità 2015 (L 190/2014 art. 1 comma 629,  modificato ed ampliato dal DL 50/2017 ), è stato ideato per contrastare l’evasione fiscale in ambito IVA.

Split payment cos’è

Il meccanismo dello split payment prevede che tutte le pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi devono versare direttamente all’Erario l’importo dell’IVA dovuto dal fornitore, differentemente da quello che avveniva in precedenza.

In sintesi l’impresa privata che lavora per la pubblica amministrazione (sia che effettui prestazione di servizi o fornitura di merce) incassa l’importo della propria prestazione al netto dell’IVA che sarà versata all’Erario direttamente dalla PA.

I fornitori della PA ogni qual volta emettono fattura devono inserire l’annotazione “scissione dei pagamenti” o “split payment”, ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 Il fornitore deve registrare la fattura emessa in regime di split payment indicando distintamente la parte riferita all’imposta e l’aliquota.

Le Pubbliche Amministrazioni e le società possono versare l’IVA tramite presentazione del modello F24, entro il 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile (senza poter effettuare alcuna compensazione) oppure possono annotare le fatture nel registro IVA acquisti, imputare l’IVA alla liquidazione dell’imposta di periodo, annotare le fatture nel registro ai sensi degli artt. 23/24 del D.P.R. n. 633/1972.

Inizialmente i soggetti obbligati all’applicazione dello split payment erano le pubbliche amministrazioni, successivamente con le modifiche apportate al 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 e valide dal 1 luglio 2017 al 31 dicembre 2017 gli obbligati all’applicazione del regime sono cambiati.

In base all’art.17-ter del D.P.R. n. 633/1972 i soggetti obbligati all’applicazione del regime erano:

· le pubbliche amministrazioni (con esclusione dei gestori di pubblici servizi e gli enti pubblici gestori del demanio collettivo);

· le società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri;

· le società controllate direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;

· le società controllate direttamente o indirettamente dalle società a controllo pubblico;

· le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

La manovra di bilancio 2018 ha ulteriormente ampliato la platea dei soggetti che a partire dal 1° gennaio 2018 sono obbligati all’applicazione del meccanismo dello split payment, che oltre alla Pubblica Amministrazione include:

· gli Enti pubblici economici nazionali, regionali e locali;

· le società controllate direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dai ministeri;

· le società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment;

· le fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%;

· le società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70%, da amministrazioni pubbliche o da enti e società assoggettate allo split payment;

· le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana identificate agli effetti dell’IVA.

 

Si precisa che Non rientrano nel regime dello split payment:

· le operazioni eseguite nei confronti degli esportatori abituali che abbiano rilasciato una dichiarazione d’intento;

· i casi in cui si applica il regime dell’inversione contabile;

· se il corrispettivo è già nella disponibilità del fornitore;

· gli acquisti da fornitori che applicano regimi IVA speciali;

· le operazioni di acquisto certificate dal fornitore con il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale.

 

Elenchi società regime split payment

Il 31 ottobre 2017 il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato gli elenchi dei soggetti destinatari dello split payment delle società riferiti all’anno 2017.

Il 19 dicembre 2017 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato gli elenchi delle società destinatari dello split payment riferiti all’anno 2018.

In ogni caso entro il 20 ottobre di ogni anno il Dipartimento delle Finanze pubblicherà gli elenchi aggiornati dei soggetti che saranno destinatari dello split payment dal 1° gennaio dell’anno successivo a tale pubblicazione. I soggetti interessati potranno segnalare errori ed anomalie al Dipartimento compilando un modulo di richiesta (ad eccezione delle società quotate).

L’elenco delle pubbliche amministrazioni può essere consultato all’indirizzo web www.indicepa.gov.it.

Riferimenti legislativi

Il decreto ministeriale emesso in data 23 gennaio 2015 ha definito quali sono le disposizioni attuative, seguito poi da vari circolari quali quelle del 19 febbraio 2015 n. 6/E, 13 aprile 2015 n. 15/E, del 11 novembre 2017 n. 27/E e da vari decreti quali il D.M. del 20 febbraio 2015, il D.M. del 27 giugno 2017, il D.M. del 13 luglio 2017, D.M. del 9 gennaio 2018.

 

Split Payment e Dichiarazione IVA 2018

Nella dichiarazione IV 2018 riferita all’anno d’imposta 2017 al rigo VE38 dovranno essere indicate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni e degli altri soggetti ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 comma 1-bis per le quali si applica lo split payment, mentre al rigo VJ18 dovranno essere indicati gli acquisti effettuati dalla pubbliche amministrazioni e dagli altri soggetti ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972 comma 1-bis che sono tenute al pagamento dell’imposta.

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Autore: Antonella Beringheli

Consulente aziendale, laureata in scienze economico-aziendali, specializzata in crisi d'impresa, diritto commerciale e diritto tributario, appassionata di informatica e nuove tecnologie.